Case a terrazza innovative -Concorso di progettazione
Design Max Strano (bureau69) + claudio Inserra
Luogo Londra (Regno Unito)
Premio : Progetto in lista d’attesa per il British Home Awards 2018 e pubblicato sul Sunday Time.
“Ecco la terrazza, decostruita. Max Strano e Claudio Inserra, di Bureau69, uno studio di architettura italiana di nicchia che ha aperto a Londra l’anno scorso, hanno abbinato due case a schiera per creare un “doppio modulo” con un tetto a falde. Hanno poi suddiviso il tutto in tre elementi: base, casa, e la”conchiglia” – e li ha movimentati per creare la pronunciata forma asimmetrica..
Il piano terra comprende un parcheggio coperto e un appartamento che potrebbe ospitare un genitore anziano o una tata, oppure essere utilizzato come ufficio. Si estende su due o tre piani sopra si trova lo spazio abitativo, con scale che scendono al giardino dalla cucina/soggiorno open space al primo piano. Il tutto è avvolto da un guscio in alluminio, con spazi vuoti per far entrare la luce del sole, crea una terrazza parzialmente ombreggiata accanto alle due camere da letto del secondo piano e protegge i residenti da eventuali sguardi indiscreti.
Una pompa di calore aria-acqua si occupa del riscaldamento, del raffreddamento e dell’acqua calda; l’isolamento comprende sughero e paglia. Costruito per lo più in fabbrica, con solo le fondamenta, il pavimento, il tetto e le finiture costruite in loco.”.

La proposta di questo progetto di casa a schiera si basa su tre elementi che si relazionano tra loro e definiscono il progetto:
a) Una “base” che definisce l’imprinting della casa a schiera tradizionale, concepita in materiali tradizionali come il mattone (ma che può anche essere adattata con un rivestimento in materiali più moderni o in pietra). Dal livello della strada si accede a un’unità multifunzionale “autosufficiente”, che può essere utilizzata da persone disabili (in totale conformità con la norma M4(2) BR) o anziane (ad esempio i genitori) o come spazio di lavoro domestico. Da questa unità hai accesso esclusivo al giardino sul retro. Allo stesso livello, una scala separata permette di accedere ai piani superiori. Al primo piano, la base è completata da un elemento longitudinale che viene replicato per ogni lotto, riportando il “ritmo” del modulo originale.
b) La “casa” è concepita con materiali adattabili in base alle esigenze locali e ambientali. La casa è progettata su due livelli con un open space al primo piano (soggiorno + cucina) e una zona con le camere da letto al secondo piano (due grandi camere matrimoniali, una con bagno privato).

c) Il “guscio” che protegge la casa, caratterizzando esteticamente il progetto, denota anche i limiti del possibile ampliamento. Un modulo di 2500 mm con struttura metallica autoportante e isolamento termico totale, ospita tutti i sistemi tecnologici. Strutturalmente, l’involucro è sostenuto dalle “pareti divisorie” ed è stabilizzato da una connessione reciproca tra i singoli elementi e gli involucri delle unità adiacenti, creando una struttura unica nel suo insieme. Inoltre, l’involucro è composto da tre elementi diversi: un elemento solido, un elemento con aperture sul tetto (per consentire l’ingresso della luce solare) e un elemento con “schermatura” verticale che definisce la terrazza e offre un campo visivo più ampio.
La privacy tra le unità residenziali è mantenuta per tutto il tempo.
Il progetto ha preservato il rapporto tra l’edificio e lo spazio verde circostante, con l’obiettivo di mantenere l’armonia ambientale tipica delle case a schiera. Tenuto conto di tutto ciò che il programma del concorso prevedeva, questa proposta si basa su un “modulo” di dimensioni doppie del lotto assegnato. Questo approccio permette di generare connessioni verticali e orizzontali su diversi livelli. Il modulo è composto da due unità, quindi due lotti di 5 per 20 metri.

Ogni lotto copre una dimensione di 13 metri con 7 metri destinati a un giardino sul retro: un rapporto derivato dal modello tradizionale della casa a schiera con un successivo ampliamento posteriore. L’utilizzo di un doppio modulo consente una maggiore libertà di progettazione e individuazione di vari layout adattati alle diverse esigenze. Il posizionamento della scala trasversale consente una maggiore libertà di distribuzione interna e una maggiore flessibilità nella suddivisione delle unità in appartamenti, bifamiliari, monolocali e/o villette a doppia altezza.
L’obiettivo del progetto non è quello di alterare il rapporto tra volume costruito e spazio verde, ma di mantenere l’armonia ambientale tipica delle case a schiera. Tenuto conto di tutto ciò che il programma del concorso prevedeva, questa proposta si basa su un “modulo” di dimensioni doppie del lotto assegnato. Questo approccio permette di generare connessioni verticali e orizzontali su diversi livelli.
Il modulo è composto da due unità, quindi due lotti di 5 per 20 metri. Ogni lotto si estende per una dimensione di 13 metri, con 7 metri destinati al giardino posteriore: un rapporto derivato dal modello tradizionale di casa a terrazza con un successivo ampliamento posteriore.

L’utilizzo di un doppio modulo consente una maggiore libertà di progettazione e individuazione di vari layout adattati alle diverse esigenze. Il posizionamento della scala trasversale permette una maggiore libertà di distribuzione interna e una maggiore flessibilità nella suddivisione delle unità in appartamenti, duplex, monolocali e/o case con spazi a doppia altezza.



