Bureau69 Architects | Max Strano architetto

PASSIVHAUS – Una “moderna” esigenza
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principi passive house

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La casa passiva (“PassivHaus” nella sua locuzione tedesca originaria) è una casa, o edificio, che è in grado di coprire la maggior parte del fabbisogno energetico sfruttando gli apporti solari (per il riscaldamento) ed elementi di ombreggiamento (per il raffrescamento). Questo, insieme ad impianti di ventilazione meccanica con recupero di calore, infissi ad alta prestazione termica ed un corretto isolamento termico dell’involucro, si traduce in consumi bassissimi per la tenuta a temperatura dell’ambiente interno. Questo, unito a sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore, finestre termiche ad alte prestazioni e un adeguato isolamento termico dell’involucro, consente di ottenere consumi estremamente ridotti per il mantenimento della temperatura interna.

Negli ultimi anni, soprattutto a partire dalla crisi energetica degli anni Settanta, si è sentito parlare molto di edifici NZEB (Near Zero Energy Building). Edifici che hanno bisogno di una quantità minima di energia, quindi maggiormente “sostenibili” dal punto di vista energetico, in considerazione della cirsi energetica mondiale e delle relative emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Nel 1988, grazie agli studi dei prof. Feist e Adamson, in Germania, nasce il sistema Passiv Haus, in grado di valorizzare ed ottimizzare tutte le componenti costruttive dell’involucro edilizio al fine di ridurre i consumi energetici, aumentare il comfort interno e migliorare le condizioni igieniche.

Nel 1996 nasce il Passivhaus institut , un istituto di ricerca indipendente nel campo dell’efficienza energetica degli edifici, che contribuisce in modo sostanziale nella raccolta ed elaborazione di dati climatici, simulazione delle prestazione di edifici, sviluppo di software di progettazione di edifici prestazionali, validazione e sviluppo di componenti costruttivi, diffusione delle conoscenze (www.passivehouse.com).

Una Passivhaus è in grado di far risparmiare il 90% dell’energia per il riscaldamento rispetto agli edifici ordinari e circa il 75% rispetto ai requisiti di legge operanti in Italia. Dato il bassissimo consumo di energia elettrica, l’aumento del costo dell’energia, notevolmente accentuato negli ultimi mesi a causa della dipendenza energetica dagli altri paesi, non rappresenta una minaccia per le Passiv Haus.

Un po’ di storia della Casa Passiva

La prima Passivhaus fu costruita a Darmstadt in Germania nel 1990/91, residenza dello stesso Feist.

L’edificio che ospita 4 famiglie è stato continuamente monitorato e negli anni ha sempre mantenuto lo stesso consumo energetico. A fronte di un costo di costruzione maggiorato del 8% rispetto ai requisiti minimi richiesti delle case a schiera, fu raggiunto l’obiettivo prefisso ed il progetto fu successivamente presentato all’expo del 2000 di Hannover. Da allora tanti progetti passivHaus sono stati realizzati principalmente in Germania, Austria, Francia, Svizzera e Svezia.

Punti chiave della casa passiva

Iniziamo col dire che Passivhaus non è un marchio o uno standard costruttivo bensì un sistema aperto e di accesso pubblico. Sono principi generali, dedotti dalla fisica, che vengono applicati agli involucri edili, per l’ottenimento di valori altamente prestazionali. Pertanto, i principi sono applicabili a qualsiasi tecnologia o sistema costruttivo: muratura, legno o altro. Una Passivhaus consuma (sia per il riscaldamento che il raffrescamento) un massimo di 15kWh / m2 per anno oppure 10 W di picco di consumo per metro quadrato netto di superficie calpestabile.

Gli edifici Passivhaus (Classic, Plus, Premium) possono essere certificati dal Passivhaus Institut e per ottenere ciò devono seguire precise procedure di progettazione ed esecuzione.

Ma quali sono i principi fondamentali di una Passivhaus?

  1. INVOLUCRO EDILIZIO (coibentazione esterna)
  2. PONTI TERMICI (riduzione e/o eliminazione delle dispersioni termiche causa di muffe e condense)
  3. INFISSI (utilizzo di finestre esterne ad alte prestazioni termiche)
  4. TENUTA ALL’ARIA (sensibile riduzione di scambio d’aria tra interno ed esterno)
  5. VENTILAZIONE MECCANICA (regolazione meccanica dello scambio d’aria con recupero del calore)

Grazie alla progettazione accurata di questi elementi indicati sopra, si è in grado di garantire:

A. Comfort termico (adeguata temperatura interna)

B. Criteri igienici (controllo costante del livello di umidità dell’aria)

C. Risparmio energetico (sostenibilità)

D. Economia (bassi costi di manutenzione dell’edificio)

Criteri di certificazione Passiv Haus

Quali sono i criteri richiesti ad un edificio per essere certificato Passivhaus? Prendiamo i dati generici forniti direttamente dal PassivHaus Insitute. Prendiamo i dati generici forniti direttamente dal Passivhaus Institute.

  1. L’Energia di riscaldamento richiesta non deve eccedere i 15kWh per metro quadrado di superficie netta o 10W di picco per metro quadrato. Lo stesso dicasi nel caso di raffrescamento con una tolleranza per la deumidificazione dell’aria.
  2. L’energia rinnovabile primaria (EPR) utilizzata da tutti gli impianti non deve eccedere 60kWh per metro quadrato per anno per la certificazione Classic, 45 Kwh/mq anno per la Plus e 30 KwH /mq x anno per la certificazione Premium.
  3. . La tenuta all’aria (ricambi di aria tra interno ed esterno dovuti ad infiltrazioni) calcolati con una differenza di pressione tra interno ed esterno di 50 Pa, non deve eccedere 0,60 per ogni ora
  4. Il tasso di recupero del calore dell’aria dell’impianto di ventilazione non deve essere inferiore al 75% ed il fabbisogno di energia richiesto per la ventilazione non deve superare 0.45 Wh/mc
  5. Il comfort termico deve soddisfare il criterio che le aree abitabili dell’edificio non devono andare in surriscaldamento (temperatura interna superiore a 25 gradi) per non più del 10% delle ore solari in un anno. Inoltre, l’umidità dell’aria interna non può superare i 12g/kg se non per il 20% delle ore annuali.

Vantaggi e costi di una casa passiva

I principali vantaggi legati alla progettazione di una passivhaus sono correlati al benessere fisico, al comfort igienico e al risparmio energetico. Bisogna precisare che il sistema passivhaus non nasce dall’esigenza di un risparmio economico legato al costo delle risorse energetiche ma anche questo aspetto non è da sottovalutare.

Inoltre, va sottolineato che la cura richiesta nella costruzione dell’involucro, che deve rispondere a elevati requisiti tecnici e costruttivi, si riflette sulla qualità e quindi sulla maggiore durabilità dell’edificio con conseguente riduzione degli interventi e dei costi di manutenzione. Questo è un aspetto che dovrebbe essere preso in seria considerazione nella valutazione economica di una Passivhaus. Spesso è necessario valutare non solo l’investimento iniziale, che a volte può essere più elevato, ma anche i costi annuali, considerando il risparmio energetico, la bassa manutenzione e l’elevato comfort abitativo, per l’intera durata dell’edificio.

Dall’esperienza comune una casa passiva costa circa il 10% in più rispetto ad una casa tradizionale. Ma questo dato va analizzato di volta in volta. La progettazione di casa passiva tiene conto di tanti aspetti legali alla esposizione, alla forma, al numero e dimensione delle aperture, alle caratteristiche architettoniche. Questi sono tutti fattori che possono incidere sul prezzo: una corretta esposizione può incidere sugli apporti solari ad esempio.

Una menzione a parte meritano le finiture che, ovviamente, incidono sul costo generale di una costruzione Tenendo conto di quanto detto sopra, questo 10% di costi medi in più possono essere compensati, o comunque ridotti, da una minore spesa energetica e da una minore manutenzione negli anni, da una maggiore durabilità della costruzione e, non ultimo, da una maggiore qualità complessiva che è spesso traducibile in una maggiore vendibilità dell’oggetto edilizio, anche in vista speculativa (costruttori ed investitori).

E’ sempre conveniente rivolgersi ad un tecnico preparato che Vi possa assistere alla progettazione della Vostra casa Passiva. Le componenti in gioco sono tante ed è consigliabile incaricare un team di professionisti in grado di raggiungere quello che è definito il cost-optimum, cioè il maggior rapporto costi-benefici nella costruzione di una passivhaus.

In conclusione, la Passivhaus rappresenta una sfida e un’opportunità. È un invito a focalizzare la nostra prospettiva progettuale verso un futuro in cui comfort, salute e sostenibilità siano perfettamente bilanciati.

Sebbene lo standard della casa passiva sia stato sviluppato nel Nord Europa per i climi freddi continentali, trova ampia applicazione e successo anche per i climi caldi e temperati, con molti esempi di costruzioni ad alto contenimento energetico anche nell’area Mediterranea.

Bureau69 Architects è un sostenitore di PassivHaus e Massimiliano Strano è un architetto che ha seguito la formazione ufficiale di PassivHaus Designer. Può garantire la giusta professionalità e la corretta rete di collaborazioni tra progettisti, tecnici, certificatori e installatori per raggiungere l’obiettivo prefissato di costruire la vostra PassivHaus. Se desiderate discutere del vostro progetto, vi preghiamo di contattarci telefonicamente o compilando il modulo nella pagina dei contatti.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare il documento all’indirizzo https://passivehouse-international.org/upload/PH_brochure_IT.pdf.

Foto: PASSIVHAUS INSTITUTE

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